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Monumenti e Beni Culturali Locali

Antica Chiesa S. Maria dell’Itria

 

E’ una delle tante testimonianze di come non doveva essere trattata la memoria storica di Barcellona Pozzo di Gotto. Questa piccola chiesa con annesso convento fu abbattuta in seguito alle demolizioni di costruzioni attigue che minacciarono inesorabilmente la sua stabilità e, come per altre costruzioni, fu preferita la totale demolizione, anzichè
la sua conservazione. In altri tempi, forse, ciò sarebbe stato possibile. Invece, dobbiamo soltanto riportare qualche breve passo di come questa chiesa viene descritta dal sacerdote Carmelo Biondo nel suo libro sulle chiese barcellonesi. (45) E ritorna ancora una volta la frase celebre..: c’era una volta la chiesa dell’Itria... Come, nella pagina seguente ancora una volta ricorderemo un altro monumento di Barcellona: la chiesa di San Paolino. Secondo la testimonianza del sacerdote Giuseppe De Luca la chiesa di S. Maria dell’Itria sorse dopo il 1622, inizialmente come cappella dedicata alla Madonna dell’Itria sul territorio della famiglia Flaccomio che era posto alla destra del torrente che durante la dominazione araba si chiamava Mustak e Aganarite ( = ‘ rompitore d’argini’) ed in seguito Lando, dal vicino casale, mentre nel periodo bizantino portava il nome di Itria. Tale ultima denominazione
greca è ripresa ai nostri giorni ma il termine corretto di Itria è stato “corrotto” erroneamente in Idria e tale rimane. Si legge nella cronistoria parrocchiale che “... a questa Cappella sostavano i pellegrini che dall’antica ed illustre Milazzo, attraverso S. Marina, Stretto Petraro, Itria, Panteini ed altri vicoli giungevano alla Via Consolare di S. Maria di Lando, la quale congiungendosi con quella proveniente da Messina attraverso Lando, Gala, Castroreale, Tindari, proseguiva per Palermo.”(46) Il nome Itria deriva quasi certamente dalla devozione alla Madonna Odigitria pervenuta a noi dai monaci greci o dai Basiliani del vicino convento di Gala. (47) Il titolo di Madonna Odigitria significa “guidatrice” o “protettrice per un lungo viaggio”. La chiesetta dell’Itria fu abbattuta nel 1977 ed al suo posto
nel 1985 è stata realizzata una struttura moderna che non ha conservato quasi nulla di essa. All’interno della vecchia chiesa dell’Itria vi erano un altare maggiore in marmo e quattro altari minori ai lati in stile barocco, ricca di stucchi ornati con angeli ed il pavimento era in terracotta. Dopo la sua demolizione e mentre era in costruzione la nuova chiesa “in cemento armato !”, fu adibita in sua sostituzione la nuova chiesa del quartiere Petraro. Di essa ci rimangono alcune tele che meriterebbero di essere restaurate.

(45) BIONDO, C., op. cit. p. 57 e ss.
(46) BIONDO, C., op. cit., ibidem.
(47) COCCHIARA, Giuseppe, LE IMMAGINI DEVOTE DEL POPOLO SICILIANO, Sellerio Editore, Palermo, 1982, p. 28: “…La Madonna dell’Itria ci attesta la
sopravvivenza del culto bizantino.” Inoltre era prassi dell’iconografia mariana, e in specie di quella del titolo di Madonna dell’Itria raffigurare la Vergine con
accanto due “calogeri” che erano religiosi greci che seguivano strettamente la Regola di S. Basilio.