Beni culturali

Monumenti e Beni Culturali Locali

Chiesa di S. Maria della Visitazione in Centineo


(scheda espressamente redatta dal Sac. Mariano La Rosa)
L’attuale chiesa parrocchiale, ricostruita negli anni 1955-59, (29) sorge sulla stessa area ove già esisteva un’antichissima chiesa di epoca bizantina con piccolo cimitero ad occidente ed altare maggiore verso oriente. Dell’antica costruzione oggi, purtroppo, non rimane più nulla e la nuova del 1955-59 (che dell’antico complesso occupa il piccolo cimitero -attuale presbiterio e sagrestia - e l’unica navata, lasciando come sagrato quello che nella primitiva costruzione era stato il presbiterio), dichiarata inagibile e chiusa al culto il 7 gennaio 1982, dopo una completa ristrutturazione ed una più organica sistemazione dell’interno (anno 1986), fu riaperta al culto il 7 dicembre 1986.
Nel 1989-90 venne ristrutturato e completamente trasformato l’esterno dell’attuale chiesa, sia consolidandone le antiche strutture fatiscenti, sia apportando sostanziali modifiche al prospetto con motivi architettonici semplici e di effetto. Della vecchia chiesa di Centineo esiste una nutrita documentazione da cui, peraltro, si rileva che:
1. “…la chiesa parrocchiale è antichissima”; (30)
2. “…fu costruita l’anno 600.”; (31)
3. “…caduta per vetustà e per qualche violento cataclisma, fu riedificata nei primi anni del 1600 sulle antiche basi…”; (32)
4. “…esiste nella parte orientale la primitiva tribuna di forma semicircolare con una gola ben disegnata sulla cima…”. (33)
Per cui ritengo inverosimile e privo di qualsiasi fondamento quanto gli architetti Crinò e Candioto scrivono, e cioé che “la chiesa originaria era a pianta quadrata con tre absidi rivolte ad Oriente: le due più piccole erano incassate nella muratura”: io stesso (che per raggiungere il fondo di famiglia in contrada Mazza o Melingiani, da adolescente, vi passavo accanto frequentemente percorrendo l’unica strada allora esistente e, successivamente, da giovane di 22 o 23 anni, frequentai la chiesa per tutto il periodo estivo del 1943, essendo sfollato da Barcellona a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale) e i naturali del luogo (persone ancora viventi da me interrogate) possiamo testimoniare, senza temere di essere smentiti, che l’abside era una sola con due finestre ad arco alla sommità. E l’unica foto esistente, con molta probabilità del 1959-60) conferma in pieno la nostra testimonianza. Nella nuova chiesa provenienti
dalla vecchia, si possono ammirare opere tra le più interessanti esistenti in Barcellona Pozzo di Gotto:

a) Dipinti su legno come la “Visitazione”, opera del XVI secolo della scuola di Girolamo Alibrandi; la “Madonna dell’Idria con due monaci”, opera realizzata da Giovanni Domenico Quagliata e dallo stesso firmata e datata (“1601” come scrive il Bilardo?); una data, che non mi sento di avallare, non essendo ben visibile nelle condizioni attuali del dipinto; “S. Francesco di Paola”, tavola del XVI secolo di autore ignoto, che il Bilardo attribuisce al pittore Gian Domenico Quagliata; la “Madonna del Rosario tra i Santi Domenico e Caterina, attorniati da quindici medaglioni dei misteri del Rosario”, opera datata 1667, che l’ignoto autore messinese (“Sirenovav” come si legge chiaramente nel dipinto?) riprodusse su una tavola che probabilmente era di epoca precedente: tardo Quattrocento o primo Cinquecento;

b) Sculture: un tabernacolo per custodia del SS. Sacramento della Scuola dei Gagini; un “fonte battesimale” in granito datato 1764; una bellissima “acquasantiera” in marmo con rosoni alla base, sec. XVI; un “San Cataldo”, scultura in legno proveniente dall’omonima chiesa distrutta nel 1957, come risulta da una lettera del sac. Giovanni Coppolino, inviata all’Arcivescovo di Messina e datata 15 dicembre 1957.

(29) ARCHIVIO DELLA CURIA ARCIVESCOVILE DI MESSINA.
(30) AMICO, Vito, DIZIONARIO TOPOGRAFICO DELLA SICILIA, Palermo, 1858.
(31) BURRASCANO, Mario, MEMORIE STORICHE ECCLESIASTICHE DI CASTROREALE, Palermo, Stabilimento Tip. F.lli Nobile, 1902.
(32) ROSSITTO, F., LA CITTÀ DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO, Messina, Prem. Stab. Tip. Giuseppe Crupi, 1911, p. 70.
(33) ROSSITTO, F., op. cit., ibidem.