Venne completato nel 1606 e dedicato a San Sebastiano.
Era di prospetto semplice ed alla sua destra si trovava un campanile a base quadrangolare. Al suo interno, a tre navate con diversi altari, si potevano ammirare la statua di San Sebastiano ed alcuni quadri
tra i quali primeggiavano un’opera di Gaspare Camarda raffigurante ”La Vergine col Bambino e San Francesco” (del 1606) ed il “ Martirio di San Sebastiano” di Giacomo Conti del 1879. Tutti gli altari marmorei, la serie di tele mistilinei (a forma di quadrifoglio) che narrano la “Vita di San Sebastiano” ed altre opere pittoriche appartenenti al Duomo antico, furono, al momento della demolizione, trasportati nella nuova chiesa che venne inaugurata il 25 marzo 1936. Il Duomo antico di San Sebastiano ricorda, per il suo impianto architettonico, la chiesa di San Vito a Pozzo di Gotto e rimane nella memoria dei barcellonesi, (ma solo l’esterno!) per qualche rara fotografia d’epoca, durante alcune feste processionali del 20 gennaio. Fu demolito in pochi anni ed al suo posto rimane una piazza alberata. Era il cuore di Barcellona, il centro storico che riceveva il primo scossone. A questo seguì, negli anni ‘70 la demolizione del Teatro “Mandanici”. I motivi della sua demolizione e la “necessità” della costruzione di una nuova chiesa, si evincono dalla relazione fatta dall’ing. Francesco Barbaro, direttore dell’Ufficio Tecnico della Curia di Messina (21):“...Il terremoto del 1908 danneggiò molto gravemente la chiesa madre di Barcellona (Sicilia) sotto il titolo di San Sebastiano. Essa venne chiusa al culto in un primo tempo, poi, demolite le parti che presentavano maggiore pericolo e puntellato il tetto, per le necessità impellenti del culto venne riaperta. Condizioni statiche che vanno sempre più peggiorando; la necessità del Piano Regolatore che vuole risanare il groviglio di vicoli e di locali fatiscienti intorno alla Chiesa, l’impossibilità e l’inopportunità di riparare il vecchio edificio ormai insufficiente a contenere i fedeli anche nelle feste ordinarie (raggiungendo la popolazione di Barcellona i 30.000 abitanti) spinsero S. E. Monsignor Arcivescovo di Messina alla determinazione di costruire una nuova Chiesa Parrocchiale in zona più adatta, e rispondente ai bisogni della popolazione, anche per aderire al desiderio più volte espressogli dalle Autorità e dal popolo di Barcellona. Pertanto ha dato l’incarico al sottoscritto di redigere il progetto che si presenta alle superiori approvazioni...”

(21) MENTO, Francesco, DUE CINQUANTESIMI, Genova, Edizioni Editorial s.r.l., 1986.