Così il Barberini descrive la Torre di Gurafi: “... Sulla sponda sinistra del Torrente Longano si estende il distrutto casale di Gurafi. Consiste in un gruppo di case che allontanandosi dalla riva del torrente aderiscono alla collinetta soprastante. In mezzo alla spianata, sorgono i ruderi della chiesa dedicata alla Santa Vergine Immacolata esistente fin dal 1680; più in giù sorge una torre rotonda spaccata a metà e che le intemperie non rispettano più”. (3) Il casale di Gurafi si fa risalire alla dominazione saracena ed il Barberini fa risalire l’origine del suo nome al termine di “carafa”, recipiente per l’olio o per vino che dovevano essere prodotti in abbondanza in quella contrada. Nel 1324 Gurafi fornì insieme a Nàsari il contingente di popolazione per ripopolare Castroreale, durante la riconquista di quella città da parte di Federico II d’Aragona. Tale Casale appartenne alla famiglia Anzalone del Pozzo, (4) poi ai Gregorio di Messina ed in ultimo al conte Picone.

(3) BARBERINI, S. E., op. cit. p. 37 e ss.
(4) GALLUPPI, Giuseppe, NOBILIARIO DELLA CITTA’ DI MESSINA, Forni Editore, Bologna, 1970 (ristampa anastatica dell’edizione di Napoli del 1877), p. 195.
ANSALONE O ANZALONE, Principi di Rocca Colomba e di Patti, Duchi di Montagnareale, Marchesi di Sorrentino, Conti del Tindaro, baroni di Castelluccio,
Regio Demanio, Fiumedinisi, Longarino, ecc... orig. di Normandia (dal sec. XI al sec. XVIII).
Arma: d’azzurro, a tre gemelle d’oro, poste in banda. Cimiero: un cane uscente d’argento collarinato d’un collare d’oro, bordato e armato di punte dello stesso.

© Carmelo Ceraolo

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