Apparteneva, come afferma il Rossitto, insieme a quella di S. Gaetano alla famiglia messinese Gregorio(39) sin dal XVII secolo. Presso quest’ultimo villaggio, al tempo del Rossitto esistevano gli avanzi del palazzo dell’ altra famiglia messinese Muscianisi, (40) baroni di Centineo, “l’ultimo dei quali, a nome Don Lorenzo, ricchissimo di denari e di fondi, esercitava strabocchevolmente l’usura; e venendo a morte, volle che fossero restituite le ingiuste usure a giudizio dei tre probi cittadini arciprete Don Melchiorre Rossitto, sacerdote Don Domenico Principato e Don Andrea Basilicò da lui nominati giudici di coscienza col suo ultimo testamento del 19 giugno 1775. Fu tutto eseguito e molti infelici recuperavano le perdute sostanze”. (41)

(39) GALLUPPI, G., op. cit. p. 107 e ss. – Famiglia GREGORIO: 1ª Linea: Marchesi di Poggio Gregorio, baroni del Regio Demanio; 2ª Linea: Principi di S. Elia, marchesi
di Squillaci, di Trentino e Selvarotta, di Valle Santoro e del Sacro Romano Imperio, ecc... - Arma: Partito innestato merlato d’argento e di nero, di sei pezzi. Cimiero
una grue di nero, con la sua vigilanza dello stesso. Divisa: Sic turrius.
(40) GALLUPPI, G., op. cit. p. 135 – MUSCIANISI o MUXIANISI, baroni di Centineo, orig. di Castroreale (sec.XVI al XVIII) - Arma: d’azzurro, allo sparviero volante
del suo colore, afferante un sorcio dello stesso, con il sole d’oro, orizzontale a destra.
(41) ROSSITTO, F., op. cit. p. 63 e ss.

© Carmelo Ceraolo

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