Fatto edificare tra il 1894 e il 1896 da Salvatore Todaro, il palazzo oggi chiamato Todaro-Pirandello dal nome degli eredi, sorge nel centro di Pozzo di Gotto lungo la Via Garibaldi. Realizzato su progetto dell’ingegnere barcellonese Gaetano D’Amico, rispecchia i canoni costruttivi e distributivi delle dimore nobili ottocentesche. Su due elevazioni, la fabbrica presenta prospetti dai caratteri stilistici pregevoli, rivestiti con pietra di Siracusa opportunamente trattata e scolpita da scalpellini locali. A piano terra, il prospetto principale è caratterizzato da due coppie di colonne che reggono il balcone principale del piano superiore e che fanno da cornice al portone d’ingresso. Il piano superiore, evidenziato dal balcone centrale e da due più piccoli laterali, si conclude con un fregio di finissima fattura realizzato dallo scalpellino barcellonese Giuseppe Coppolino. Il piano terreno è caratterizzato da un androne, in fondo al quale colpiva per la sua imponenza lo scalone (oggi non più visibile perché chiuso da un muro che rende indipendenti i due piani) che conduceva al piano superiore.  I soffitti degli ambienti interni sono affrescati con motivi inerenti le varie destinazione d’uso.

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