La chiesa ed il convento ad esso annesso (distrutto nel 1984) furono fondati a Pozzo di Gotto nel 1623. (48) Interessanti le opere in essa custodite quali la “Vergine con Santi e San Giovannino”, la “Madonna con San Felice” di Frate Umile da Messina, del 1666 (da altri attribuita a Fra’ Feliciano da Messina), e la “Madonna delle Rose” (o dei Garofani, come la definisce il Bilardo), attribuita ad Alonso Rodriguez dal Crinò ed a Frate Feliciano da Messina dal Bilardo. Il capolavoro contenuto in questa Chiesa è l’altare ligneo di grande pregio risalente al XVII sec. attribuito agli scultori dell’ordine cappuccino di Castelbuono Francesco Li Volsi e Domenico Diolosà. Dopo la soppressione e la chiusura dei conventi, anche il convento dei
Cappuccini fu adibito per molto tempo a carcere mandamentale. Dopo la Seconda Guerra Mondiale fu completamente abbandonato e giunse
ad un tal punto di degrado che si preferì demolirlo anzichè restaurarlo, privando la stessa città di una delle più antiche testimonianze dell’ordine cappuccino nella provincia messinese. Nella chiesa dei Cappuccini è custodita una delle più belle vare della processione di Pozzo di Gotto: “U Signuri ‘a cascata”.

(48) CUCINOTTA, S., op. cit. p. 472 (fonte AG Capp. G92; ASV, fondo cit. Vol. 8C; A Capp. Troina p. Bonaventura ms. cit.) “Pozzo di Gotto, Immacolata; a duecento
passi dall’abitato di Pozzo di Gotto, allora casale di Milazzo, terreno comprato con atto in Notar Giacomo Lamberto del 12 maggio ind. VI°, 1623. Il progetto fu
redatto da Fra’ Giacomo della Rocca, maestro di muro. Nel 1650 aveva 24 celle e orto.”

© Carmelo Ceraolo

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