Chiesa SS. Cosma e Damiano, XVII secolo.

Sulla via Garibaldi, accanto al Municipio, vi è una piccola chiesa a navata unica. La datazione del XIV secolo, proposta da qualche studioso, è dovuta a un brano di Mario Scaduto (Il monachesimo basiliano nella Sicilia medievale…) laddove si fa riferimento ad una chiesa dei Santi Anargiri (Cosimo e Damiano erano due medici che non percepivano soldi per l’esercizio della professione) esistente anticamente “in plano Milatii”, che l’Archimandrita del SS. Salvatore di Messina concesse in affitto al nobile Arnaldo da Villardita (si tratta di Arnaldo da Villanova, noto alchimista) il 16 ottobre 1310. Ma non è certo che fosse questa la chiesa in oggetto, e mancano notizie storiche relative a una data certa di fondazione. Sappiamo che era legata al convento di suore Clarisse fondato alla fine del Settecento, grazie ad un lascito di Giovanni Spagnolo, mai adibito a convento, e il cui edificio, documentato da una rarissima foto, negli anni Trenta del XX secolo è stato ricostruito, costituendo l’ampliamento del Palazzo Comunale. Il prospetto, definito da due pilastri angolari, è coronato da una cornice settecentesca. La porta d’ingresso e la finestra sovrastante sono definite da stipiti e architravi in pietra privi di decorazione. Uno dei pilastri angolari di facciata culmina con una guglia tronco piramidale, l’altro è occupato dal piccolo campanile, anticamente sormontato da una copertura piramidale. Il tetto a falde è stato invece sostituito da un tetto piano. All’interno, dove esiste ancora la cantoria originale in legno, vi era un quadro settecentesco, ritenuto opera del Vescosi, Lo sposalizio mistico di S. Rosa, oggi collocato nell’abside della Basilica di San Sebastiano.

Marcello Crinò

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