Fu costruito nella prima metà dell’Ottocento da Don Vittorio Fazio Salvo dei baroni di Nasari (1823-1883). La Soprintendenza di Messina nel 1996 l’ha sottoposto a vincolo di tutela riconoscendo all’edificio un importante interesse architettonico, considerando pure le caratteristiche estetiche ben conservate, con l’eccezione della facciata laterale prospettante sulla via Monte Croci. Il palazzo si presenta a tre elevazioni fuori terra, con la facciata principale sulla via Immacolata improntata sulla simmetria; l’ingresso è delimitato da lesene e semicolonne, mentre ai piani superiori la parte centrale è racchiusa da doppie lesene con capitelli ionici. Agli angoli il prospetto è definito da bugnato ad intonaco ad imitazione delle pietra fino alle prime due elevazioni, e da doppie lesene all’ultima elevazione. L’insieme degli elementi decorativi del prospetto, quali mensole, cornici, capitelli, lesene, conferiscono uno stile classico all’edificio, già sede della Pretura ed oggi, dopo un restauro completato nel 2015, utilizzato come sede di rappresentanza e di eventi culturali.

 

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