La piazza, sita alla confluenza della via Garibaldi e della via Immacolata veniva chiamata anticamente, e tutt’oggi è conosciuta con il nome di  "u chianu passu". Per un periodo fu intitolata a Francesco Crispi.

Secondo la tradizione pare che dei malintenzionati si appostassero nottetempo in questa piazza pronti ad aggredire e derubare i passanti, azione che in gergo popolare veniva indicata col termine “mittirisi ‘o passu”. Che il luogo fosse adatto allo scopo lo conferma il fatto che esisteva, all’imboccatura dello Stretto Montecroci, un “fondaco”, ovvero un luogo di ricovero dei viaggiatori e dei relativi animali, con tutto quello che ne conseguiva in termini di movimento di commercianti forniti di denaro.

Dalla metà degli anni venti del secolo scorso, e fino ai primi anni sessanta,  nella piazza sorgeva un caratteristico chioschetto a pianta ottagonale dove svolgeva il proprio lavoro l’orologiaio Patanè.

Una lapide ricorda il passaggio di Garibaldi diretto a Milazzo, avvenuto il 19 luglio 1860 alle ore 10 antimeridiane. 

Un’altra lapide venne  fatta collocare dai Repubblicani barcellonesi per ricordare il cinquantesimo anniversario della morte di Giuseppe Mazzini. La collocazione di questa lapide fece sparire quella che la denominava piazza Francesco Crispi, per cui perdette la propria identità toponomastica e venne inglobata nella numerazione civica di via San Giovanni e di via Garibaldi.

 

 

 

 

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