(scheda espressamente redatta dal Sac. Mariano La Rosa)

Dai documenti si rileva che la Chiesa del SS. Crocifisso venne fondata e costruita da certo Don Tommaso Cocuzza da Castroreale, il quale con testamento del 18 dicembre 1663 la dotò di beni e vi fondò un beneficio per celebrazione di SS. Messe. (25) I beni di cui la Chiesa era stata dotata dal fondatore, per la legge eversiva del 1866, vennero incamerati
dallo Stato a seguito della sentenza definitiva del Tribunale di Appello di
Messina del 7 dicembre 1897 (26). Architettonicamente interessante, soprattutto per quanto riguarda pianta ed archi con particolare riferimento all’arco di trionfo, la Chiesa del SS. Crocifisso è giunta fino a noi nella struttura originaria. Infatti, tranne le due torrette sul prospetto, costruite per imposizione del progettista geom. Giovanni La Rosa, funzionario del Genio Civile, nel corso degli interventi di restauro degli anni 1952-54, la Chiesa si presenta oggi a noi come fu fondata e costruita nel 1663 dal sopracitato Don Tommaso Cocuzza. Le motivazioni, adotte dal funzionario del Genio Civile per arrogarsi il diritto di modificare il primitivo agile prospetto, furono due: le precarie
condizioni di stabilità delle originarie due cupolette di stile arabo che caratterizzavano la Chiesa del Crocifisso; il maggiore spazio occorrente, e quindi un sito migliore e più funzionale per la collocazione dell’orologio da torre. Nel corso della seconda metà di
questo nostro sec. XX gli interventi di restauro nella Chiesa del SS. Crocifisso sono stati numerosi. I più consistenti sono: 1949-50 con finanziamento e sovvenzione del Genio Civile di Messina; 1952-54 con finanziamento dello stesso Genio Civile per danni bellici; 1980-
81 con finanziamento di pronto intervento dell’Assessorato Regionale
dei Beni Culturali; 1982 con successivo finanziamento di 68.000.000 dello stesso Assessorato Regionale dei Beni Culturali. (27) Nello stesso periodo è stata attuata una migliore e più organica sistemazione dell’interno, realizzando (esclusivamente con libere offerte dei fedeli) numerose opere fra cui: una scultura in legno nel 1946 (statua di S. Rita da Cascia, opera firmata e datata dallo scultore
Salvatore Crinò da Barcellona), un altare in marmo dedicato alla Vergine del Rosario di Pompei, opera realizzata, su disegno dell’Arch.
Paolo Arcovito da Messina, dalla ditta Claves e Lo Schiavo da Milazzo nel 1952; altro altare in marmo dedicato a S. Rita da Cascia,
opera realizzata, su disegno dello stesso arch. Paolo Arcovito, dalla ditta Giuseppe Sindoni da Barcellona nel 1983; altare “coram” in marmo dedicato al SS. Crocifisso, opera realizzata, su disegno dell’Arch. Carmelo Biondo da Barcellona, dalla ditta F.lli Rizzo da Giammoro nel 1988; zoccolatura in marmo di tutto l’interno in sostituzione di quella in gesso con identica modanatura, opera realizzata dalla stessa ditta F.lli Rizzo da Giammoro nel 1984. (28) In atto c’è in corso una pratica di restauro per completare l’abside, rimasta incompleta nel 1988 dopo la realizzazione dell’altare del
SS. Crocifisso, e per riportare il prospetto all’antico splendore. I progettisti delle opere da fare sono due architetti barcellonesi: Marcello Crinò e Giuseppe Candioto.

(25) Il testamento è in gran parte riportato nella sentenza di cui alla nota seguente.
(26-27-28) ARCHIVIO PRIVATO DELLA CHIESA.

© Carmelo Ceraolo

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