L’Ottocentesco palazzo del barone Longo, in seguito appartenuto al marchese Ugo di Sant’Onofrio, faceva parte di un grosso insediamento agricolo che fu smembrato dall’attraversamento della strada Statale 113. Al piano terra erano collocati i magazzini, sopra era situato il piano nobile e infine il piano attico. Nel prospetto, valorizzato dalle aperture che al primo piano sono delimitate da semicolonne arcuate affiancate da nicchie, si evidenzia una parte centrale con un accentuato sviluppo verticale completato dall’attico. Al piano terra il prospetto è trattato a bugnato con inserite tre porte d’ingresso. Stilisticamente la facciata sembra possedere un’analogia con alcuni lavori dell’architetto Carlo Sada, come il Municipio della città di Gammichele.

 

 

 

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