La Centrale del latte, costruita negli anni Cinquanta del XX secolo (il Consorzio fu istituito nel 1952), ebbe una vita breve, circa un decennio. In essa si lavorava il latte portato dagli allevatori della zona, si producevano latticini e formaggi. Nel 2011 ha acquisito una nuova vita grazie al progetto di riqualificazione, curato dagli architetti Francesco Messina, del gruppo Bodàr, e Giuseppe Grasso, assieme all’ingegnere Domenico Crinò, con il mantenimento delle strutture esistenti, e utilizzando un sobrio ed elegante linguaggio architettonico moderno. Sorge in un punto nodale di Sant’Antonio, con accesso dalla Statale 113, si trova in prossimità della chiesa di S. Antonio Abate sulla collina, dell’oratorio della medesima chiesa (un salone proprio vicino all’ex centrale), e del cosiddetto “Torrione Saraceno”.

 

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