Chiese e Luoghi di Culto

Non sono imponenti, non hanno orpelli, ma sanno d’antico, e testimoniano, con la loro presenza, una storia di diversi secoli, spesso contraddittoria. A volte, nascoste da altre costruzioni di questi ultimi anni che, in alcuni casi, hanno “colpito” anche esse... Sono le chiese grandi e piccole di Barcellona Pozzo di Gotto. Sono tante, forse raggiungono il centinaio, ma poche sono le più importanti, pochissime le più “belle”. Questi edifici ci raccontano e ci tramandano avvenimenti lontani nel tempo, di una comunità silenziosa e pia, di Monaci Basiliani venuti dall’Oriente, di Cappuccini stanziatisi nella Piana di Milazzo e inviati a “colonizzare” le nostre terre, di Carmelitani chiusi nel silenzio dei loro conventi, di parroci desiderosi soltanto di accrescere il loro potere, le loro proprietà, al servizio dei “signori della terra”, oppure di poveri “donabbondi” asserviti ad essi, che esplicavano il loro mandato con il silenzio, rifugiandosi nella preghiera. La comunità religiosa di Barcellona e Pozzo di Gotto riuscì a costruire le proprie chiese ed a popolare il territorio di edifici meglio di come avevano fatto precedentemente le città dalle quali un tempo dipendevano, Milazzo e Castroreale, giungendo perfino a lotte intestine pur di affermare la loro autonomia ed a costringere i fedeli ad essere o ‘pozzogottesi’ o ‘barcellonesi’, cioè appartenenti alle due arcipreture, pur di non perdere i loro privilegi, le loro proprietà, le consuetudini, anche dopo l’unione dei due centri. E le leggende? Tante. Ma saranno vere? Si racconta della Statua di San Vito che, posta su un carro trainato da buoi non volle muoversi più dal posto dove si era impantanato e che la statua fu sistemata sull’altare di un edificio in costruzione, che aveva un campanile a pianta quadrata, altissimo, abbattuto, in seguito, per aprire una strada… E che dire del Pozzo Caliri, ubicato nel Convento di S. Antonino, dove si nascosero per molto tempo dei banditi, ricercati dai gendarmi borbonici? E, ancora, è storia di due secoli fa: siamo in piena Rivoluzione Francese, ma qui, a Barcellona,
era ancora medioevo e le confraternite che avevano costruito il “bel San Giovanni” litigavano e… si dividevano i santi. San Paolino non poteva più stare in quella chiesa e… cerca casa altrove, in via Immacolata e, per lui, i confratelli gli costruiscono una chiesetta, distrutta negli anni ‘70. E S. Francesco di Paola, che si dice avesse
parenti a Pozzo di Gotto? E S. Venera? Quante storie e leggende, in questo nostro territorio! Poi, ci sono le “frottole” raccontate sugli abbattimenti. Negli anni ‘30 si demolisce il Duomo di San Sebastiano, vecchio (non “antico e seicentesco”) per costruire la Via Roma, con il bene placito di Curia e governo fascista... E poi, un lungo elenco
che nemmeno ci accingiamo a fare perchè non sappiamo da dove cominciare. Abbiamo detto che le chiese raggiungono il centinaio?
Proviamo a contarle: tra chiese parrocchiali, sacramentali, cappelle private, chiese rurali, conventi, ecc..., i conti tornano. Ma non tornano, quando, ad ogni indicazione, debba corrispondere l’edificio, spesso cancellato perchè “inutile”. Siamo arrivati al nòcciolo della questione.
Perchè una sezione “oltre” il già detto, il “già” scritto? Per ricordare che ci sono anch’esse, queste piccole chiese dimenticate, che non vorrebbero fare la fine di altre loro sorelle coeve, perchè la storia non è fatta solo di grandi eventi, ma di fatti di tutti i giorni, di sacrifici, di risparmi. San Giovanni non è nata perchè un signore diede denari per costruirla, ma perchè i “quartalaroti” la edificarono, mattone su mattone, con le loro mani. E così per S. Paolino, per l’Immacolata, per
la chiesa di S. Maria delle Grazie, ecc.., ecc... La nostra è una storia “minima”, eppure, viva. Non ha eroi, non ha Buonarroti o Bernini, non
ha un papa che impone al pittore di affrescare la volta di San Giovanni, eppure è lì, si “legge” a chi sa leggere la storia dell’arte, l’opera compiuta, forse, da mani incerte, ma da cuore sincero...
Attimo, dopo attimo, momento dopo momento. Tutto si lega al fatto.
Non vogliamo che questi “miracoli” scompaiano da Barcellona Pozzo di Gotto. Si è tentato, in alcuni casi, si è riusciti, a cancellare queste testimonianze, ma noi saremo attenti perchè ciò non avvenga più.

© Carmelo Ceraolo

Il nuovo Duomo di San Sebastiano venne inaugurato il 25 marzo 1936 da S. E. Mons. Angelo Pajno arcivescovo di Messina, alla presenzadi una folla di fedeli e di tutte le autorità politiche e militari del regimefascista che volle la realizzazione di quest’opera. I lavori iniziati il 25 gennaio 1932, furono ultimati il 30 ottobre del 1935. Il progettofu redatto dall’ing. Francesco Barbaro, direttore dell’Ufficio Tecnico della Curia e i lavori furono eseguiti dalla Ditta ...


Dettagli »

Chiesa di concezione moderna, è stata inaugurata nel 1995. Progetto arch. Giuseppe Candioto e ing. Antonino Pollino.



Dettagli »

Nel quartiere, ormai da tempo inurbato, di S. Antonino sorge il seicentesco convento dei Frati Minori Francescani di S. Antonio da Padova nel territorio della parrocchia di S. Francesco di Paola.(37) Nella chiesa del convento fa bella mostra di sè, sull’altare maggiore un prezioso Crocifisso ligneo quattrocentesco recentemente assegnato, come afferma il Bilardo al maestro messinese Pietro della Comunella “caratterizzato da un intenso espressionismo memore di influssi ...


Dettagli »

(scheda espressamente redatta dal Sac. Mariano La Rosa) Dai documenti si rileva che la Chiesa del SS. Crocifisso venne fondata e costruita da certo Don Tommaso Cocuzza da Castroreale, il quale con testamento del 18 dicembre 1663 la dotò di beni e vi fondò un beneficio per celebrazione di SS. Messe. (25) I beni di cui la Chiesa era stata dotata dal fondatore, per la legge eversiva del 1866, vennero incameratidallo Stato a seguito della sentenza definitiva del Tribunale di Appello ...


Dettagli »

1702. Restaurata tra il 2000 e il 2002, fa da sfondo alla via Regina Margherita, dove sorgono alcuni edifici con decorazioni liberty. Opere: Statua della Madonna Immacolata del XVIII secolo, dipinti del XVII secolo, Varetta del Venerdì Santo della Deposizione custodita nella sagrestia.  Cripte ritrovate nel 2009.Orario: 9-11.30. © Marcello Crinò Costruita alla fine del sec. XVIII, nell’omonimo quartiere, a pochi passidalla Chiesa dei Basiliani, sorge la Chiesa ...


Dettagli »

Fino al 1865 la collinetta che sovrasta l’antico quartiere dell’Immacolata fu sede del nuovo convento dei Padri Basiliani che, dopo l’abbandono dell’antico monastero di S. Maria di Gala edificarono un nuovo monastero con annessa chiesa monumentale. Dopo l’abbandono definitivo del monastero da parte dei P.P. Basiliani, ildegrado della chiesa e l’espoliazione delle opere d’arte e degli arredi sacri in essa contenuti contribuì alla perdita ...


Dettagli »

Ricostruita nel 1731 ed ampiamente rimaneggiata negli anni ‘50 del XX secolo. Nel 1986 è stata distrutta, per incuria, l’architrave in pietra scolpita. Opere: Alcuni dipinti settecenteschi, una Annunciazione a Maria di ottima fattura.



Dettagli »

 Costruita nel XIX sec. è stata demolita nel 1963. Rimane solo una lesena con capitello.



Dettagli »

All’interno di essa si trova la statua di “S. Caterina di Alessandria” attribuita a Vincenzo Gagini che, dopo la morte del padre Antonello, avvenuta il 25 marzo 1536, riceveva, insieme ai fratelli Giacomo e Bonifacio, un’immensa eredità artistica. Inoltre in essa sono custoditi due dipinti raffiguranti “La Madonna del Carmine con San Pietro d’Alcantara eSan Domenico” e un altro raffigurante “Le Anime del Purgatorio”, risalenti ambedue ...


Dettagli »

Chiesa SS. Cosma e Damiano, XVII secolo. Sulla via Garibaldi, accanto al Municipio, vi è una piccola chiesa a navata unica. La datazione del XIV secolo, proposta da qualche studioso, è dovuta a un brano di Mario Scaduto (Il monachesimo basiliano nella Sicilia medievale…) laddove si fa riferimento ad una chiesa dei Santi Anargiri (Cosimo e Damiano erano due medici che non percepivano soldi per l’esercizio della professione) esistente anticamente “in plano ...


Dettagli »

La chiesa ed il convento ad esso annesso (distrutto nel 1984) furono fondati a Pozzo di Gotto nel 1623. (48) Interessanti le opere in essa custodite quali la “Vergine con Santi e San Giovannino”, la “Madonna con San Felice” di Frate Umile da Messina, del 1666 (da altri attribuita a Fra’ Feliciano da Messina), e la “Madonna delle Rose” (o dei Garofani, come la definisce il Bilardo), attribuita ad Alonso Rodriguez dal Crinò ed a Frate Feliciano da ...


Dettagli »

Nel territorio di Pozzo di Gotto è la chiesa di S. Maria Assunta, strutturalmente e stilisticamente simile alla Basilica di S. Sebastiano. Fondata nel 1620 ed ultimata nel 1646, fu distrutta dal terremoto del 1783 e ricostruita nella forma attuale e ubicata nella stessa area originaria nel 1859 e ultimata nel 1863. Nuovamente colpita dal terremoto del 1908, riportò gravissimi danni, tanto da doverla ricostruire quasi per intero. Fu ultimata nel 1938. Al suo interno si può ...


Dettagli »

Situata a Pozzo di Gotto in Via Risorgimento a pochi passi dall’Ospedale “Cutroni-Zodda” e quasi all’altezza della fontana di Pizzo Castello, è la seicentesca chiesa di Gesù e Maria, che come si evince dal Registro delle deliberazioni emessa dalla Consulta e dai verbali riguardanti le elezioni dei Superiori “.....Congregazione fondata nel 1622 per donazione fatta dai fratelli Zangla si fabbricò la sua particolare chiesa portante il titolo ...


Dettagli »

Su una delle colline che sovrastano Barcellona Pozzo di Gotto, sorge il convento dei Padri Carmelitani. La loro presenza in Pozzo di Gotto come scrive P. Carmelo Nicotra, (50) risale al 25 agosto 1579, dove era ubicata l’antica chiesa dedicata a S. Andrea Apostolo. (51) Il 26 agosto 1583 sorse il convento e la chiesa del Carmelo, come risulta dagli Atti Notarili del Convento di Milazzo raccolti dal cav. Stefano Zerilli nella Biblioteca Comunale, dopo la soppressione del convento stesso. ...


Dettagli »

Apparteneva, come afferma il Rossitto, insieme a quella di S. Gaetano alla famiglia messinese Gregorio(39) sin dal XVII secolo. Presso quest’ultimo villaggio, al tempo del Rossitto esistevano gli avanzi del palazzo dell’ altra famiglia messinese Muscianisi, (40) baroni di Centineo, “l’ultimo dei quali, a nome Don Lorenzo, ricchissimo di denari e di fondi, esercitava strabocchevolmente l’usura; e venendo a morte, volle che fossero restituite le ingiuste usure a ...


Dettagli »

Inaugurata nel 2004. Progettata nel 1981 dagli ingg. Antonino D’Amico e Carmelo Recupero. Ha la forma di una piramide sezionata verticalmente sulle quattro facce.



Dettagli »

Il Biondo (49) fa risalire la nascita della chiesa di S. Antonio attorno alla prima metà del XVII secolo, deducendola dalla data in cui fu scolpita l’acquasantiera che si trova all’ingresso della chiesa. Negli anni ‘30 di questo secolo furono restaurati il tetto ed il pavimento; negli anni ‘60 s’intervenne alle strutture facendo demolire i contrafforti per allargare la stradella laterale per giungere alla chiesa. Successivamente, ha subito notevoli ...


Dettagli »

(Acquaficara). Ricostruita nel XX sec. dopo la demolizione dell'antica struttura risalente probabilmente al XIV-XV sec. La torre superstite è del XVI sec. Opere: Statua in marmo Madonna del Piliere del 1596, Annunciazione su tavola del XVII sec.

© Marcello Crinò

All’interno di essa è custodita la statua in marmo raffigurante la “Madonna del Piliere”, di scuola gaginesca.

© Carmelo Ceraolo



Dettagli »

La storia artistico-architettonica di Barcellona Pozzo di Gotto affonda le radici negli interventi di organizzazione agricola del territorio attuata dai monaci basiliani intorno all’XI secolo in Val Demone con la costituzione di veri e propri centri aziendali. A Gala, oggi frazione collinare di Barcellona, ed allora facente parte del territorio di Castroreale, i monaci edificarono un monastero, utilizzando le fondazioni ed i resti di un “castrum” fortificato di epoca romana ...


Dettagli »

XV secolo circa (S. Venera). Sommersa quasi interamente dall'alluvione del 1757, emerge solo la cupola al margine dell'alveo del torrente San Giacomo.

© Marcello Crinò

 

I resti di una cupola (adibiti oggi a ricovero di attrezzi da lavoro), sono situati nell’alveo del torrente S. Giacomo, un affluente del torrente Longano nei pressi della grotta di S. Venera.

© Carmelo Ceraolo



Dettagli »

Probabile epoca normanna, con ampliamento del XVII sec. circa. Rimane solo la parte absidale sormontata da una cupola. © Marcello Crinò Tra le chiese, conventi e vari luoghi di culto, non più esistenti a Barcellona il sacerdote Carmelo Biondo cita una chiesa di S. Maria di Lando sulla riva destra del torrente e facente parte della masseria fortificata dell’antico feudo di Lando. (44) Di essa rimangono i ruderi di un altare seicentesco, probabilmente quello ...


Dettagli »

Chiesa di San Zaccaria, di  epoca normanna.

I ruderi di questa chiesa, dipendente dal Monastero Basiliano di Gala, si trovano sulla sommità di monte S. Croce, nella zona di Migliardo. Era a pianta rettangolare coperta da una volta a botte in pietrame.

Marcello Crinò.



Dettagli »

Venne completato nel 1606 e dedicato a San Sebastiano.Era di prospetto semplice ed alla sua destra si trovava un campanile a base quadrangolare. Al suo interno, a tre navate con diversi altari, si potevano ammirare la statua di San Sebastiano ed alcuni quadritra i quali primeggiavano un’opera di Gaspare Camarda raffigurante ”La Vergine col Bambino e San Francesco” (del 1606) ed il “ Martirio di San Sebastiano” di Giacomo Conti del 1879. Tutti gli altari marmorei, ...


Dettagli »

(scheda espressamente redatta dal Sac. Mariano La Rosa)L’attuale chiesa parrocchiale, ricostruita negli anni 1955-59, (29) sorge sulla stessa area ove già esisteva un’antichissima chiesa di epoca bizantina con piccolo cimitero ad occidente ed altare maggiore verso oriente. Dell’antica costruzione oggi, purtroppo, non rimane più nulla e la nuova del 1955-59 (che dell’antico complesso occupa il piccolo cimitero -attuale presbiterio e sagrestia - e ...


Dettagli »

La fondazione della Chiesa di S. Giovanni Battista a Barcellona risale al 1635, in seguito, tra il 1751 ed il 1754 fu ingrandita mediante allungamento dell’unica navata. Il suo prospetto principale è caratterizzato da due torri (una campanaria e l’altra dell’orologio) di stile arabonormanno culminanti con due cupolette a bulbo, mentre sui due prospetti laterali insistono dei contrafforti dal gusto barocco che segnano gli ingressi secondari. Sopra il prospetto ...


Dettagli »

L’antica Chiesa, dedicata a S. Maria Maggiore, a tutt’oggi esistente nella frazione di Gala, in contrada Casalotto, fu eretta nell’anno 1600, come afferma il Rossitto, per volere dei suoi abitanti. (34) Per distaccarsi dallo strapotere dei Monaci Basiliani, negli anni cinquanta, sostituita dall’attuale costruzione in via Mercurio, ha subìto un lento ed inesorabile declino, fino a diventare un rudere quasi irrecuperabile. L’ex Chiesa di S. Maria Maggiore di ...


Dettagli »

Suggestivo ed importante è il tempio dedicato a S. Venera, posto davanti ad una grotta naturale dove sarebbe vissuta la Santa, nata in questo territorio. La Grotta di S. Venera e i siti ad essa vicini, oltre quelli di Maloto, Gala, ecc... furono abitati sin dall’epoca preistorica. Fra essi, nel versante nord-est, poco lontano dalla grotta stessa, trovasi una grotta naturale, detta “Grotta della civetta”, frequentata probabilmente sin dal neolitico. Avvalora ...


Dettagli »

La vecchia chiesa parrocchiale di S. Francesco di Paola è ubicata sulla via S. Francesco di Paola ed esisteva già prima del 1736, come si evince dalla Giuliana del dottor Giovanni Cutropia, ed era dipendente dalla Chiesa Madre di S. Maria Assunta di Castroreale. La chiesetta riportò gravi danni alle strutture durante l’incursione aerea del 12 agosto 1943. Finita la guerra, fu riparata ed aperta nuovamente al culto. Rimase in funzione fino alla costruzione della nuova ...


Dettagli »

Sulla strada che da Fondaco Nuovo conduce a Portosalvo (via Recupero) esiste una cappella privata detta della “Nunziatella”, che dà il nome all’omonima contrada. Questa Chiesa, appartenuta un tempo alla nobile famiglia Spagnolio, adesso è stata donata alla Chiesa parrocchiale di Centineo. All’interno di essa si trovano le sepolture di alcuni nobili della famiglia Spagnolio ed è attorniata da magazzini agricoli della stessa epoca.



Dettagli »

In contrada S. Antonio o Ciraolo, si trova un complesso padronale costituito da palazzo, casa colonica e una chiesetta padronale. (42) Caratteristica la semplice facciata delimitata da due piccole torri campanarie terminanti con copertura a piramide. Fra le due torri un alto timpano con nicchia del santo a cui è dedicata la chiesa e un portalino in pietra. (42) GALLUPPI, G., op. cit. p. 162. - Famiglia SILIPIGNI, baroni della Terza Dogana di Catania: Arma: partito 1º, ...


Dettagli »

Nella zona di Cantoni si trova la Cappella privata appartenente alla nobile famiglia Picardi. Il suo prospetto è assai semplice ed è situata nei pressi della Torre del Cantone. Sicuramente in passato serviva la comunità marina che si veniva costituendo intorno a questa opera di fortificazione, dopo che questa Torre perse il suo ruolo strategico.



Dettagli »

In località Acquacalda si trova, ancora aperta saltuariamente al culto, lachiesetta dedicata a S. Maria delle Grazie che riproduce fedelmente strutture tardo-seicentesche riscontrate in altri manufatti da noi menzionati. Tale chiesetta faceva parte di un complesso rurale di cui si possono ancora vedere i resti. Della struttura primitiva si conserval’esterno, con portalino in pietra, sormontato da una piccola modanatura. Il campanile è sostituito da un semplice sistema ...


Dettagli »

In località Spinesante è situata la Cappella privata Pagliuca. Il suo prospetto è semplice ed è ornato soltanto di una nicchia rotonda nella quale è inserita una statuetta della Madonna. Sul lato sinistro si trova la torretta campanaria .



Dettagli »

Nel vicolo S. Rosalia, fino al 1908 era funzionante una chiesetta da cui il vicolo prende nome. Di proprietà padronale (è appartenuta alla nobile famiglia Saccano-Stagno), serviva la piccola comunità che faceva capo a varie abitazioni nell’ambito della parrocchia di S. Giovanni Battista. (43) Alcuni anziani della zona raccontano che era consuetudine, sempre finoall’inizio del secolo, recarsi in questa chiesa per partecipare alle funzionireligiose, portandosi ...


Dettagli »

Queste tre chiesette si trovano, a Pozzo di Gotto, nel quartiere che anticamente era chiamato Buon Riposo. L’ex-Cappella di S. Rosalia si trovava in via Garibaldi. Adesso è adibita a civile abitazione e non rimane traccia del suo prospetto in quanto fu completamente ristrutturata. Sempre sulla stessa via, a pochi passi da essa, si trova la cappella di S. Maria del Buon Riposo, meglio conosciuta come S. Maria Assunta; essa appartenne alla nobile famiglia Donato di Migliardo. Adesso ...


Dettagli »

E’ una delle tante testimonianze di come non doveva essere trattata la memoria storica di Barcellona Pozzo di Gotto. Questa piccola chiesa con annesso convento fu abbattuta in seguito alle demolizioni di costruzioni attigue che minacciarono inesorabilmente la sua stabilità e, come per altre costruzioni, fu preferita la totale demolizione, anzichèla sua conservazione. In altri tempi, forse, ciò sarebbe stato possibile. Invece, dobbiamo soltanto riportare qualche breve ...


Dettagli »

“C’era una volta...”: nel quartiere Immacolata, fino alla metà degli anni ‘70, una piccola chiesa, tardo settecentesca costruita dall’omonima confraternita di S. Paolino da Nola a causa di furibonde liti tra i suoiconfratelli e quelli delle altre due confraternite che avevano contribuito con i loro denari ad edificare da qualche anno la chiesa di San Giovanni Battista. La lite, insanabile, costrinse i confrati di San Paolino a...sloggiare dalla chiesa la ...


Dettagli »

E’ la chiesa più antica di Pozzo di Gotto e si fa risalire al XV secolo, esattamente al 1472. Il suo interno è a tre navate, scandite da colonne in pietra provviste di entasi, sormontate da capitelli scolpiti. Il suo prospetto principale era arricchito da una robusta torre campanaria, demolita negli anni ‘50, per allargare la strada. Da quel momento la chiesa di San Vito ha subito un lento degrado, fino alla sua chiusura definitiva ed il suo abbandono negli anni ...


Dettagli »

Nella frazione di Portosalvo fu edificata nel ‘700, sui resti di una quattrocentesca cappella, la chiesa di S. Maria, detta di Trebisonda, dall’antico nome greco del villaggio. Quest’edificio subì gli effetti devastanti del terremoto del 1908 che la distrussero quasi per intero, lasciando solo le parti inferiori delle strutture perimetrali, come afferma l’arch. Pietro Genovese. (52) Fu ricostruita quasi per intero e degli elementi settecenteschi esterni sono stati ...


Dettagli »

E’ contenuto in essa un Battistero in marmo, proveniente dalla vecchia chiesa omonima e risalente al XVII secolo.



Dettagli »

Edificata nel 1658. Interno barocco, abside con decorazioni a stucco, cripta. Crocefisso ligneo del XVII secolo, Assunzione ad olio su tela, Ascensione ad olio su tela, tutte del XVII secolo.  Madonna con santi di Francesco De Francesco del 2015.


Via San Vito - Orario: feriali 8-18.



Dettagli »

Naviga su Mappa